Perché i gatti amano le scatole di cartone

È cosa risaputa che la scatola di cartone classica, sia essa confezione di scarpe, contenitore di complementi d’arredo, scatolina da regalo o altro, è molto amata dai gatti, che puntualmente se ne rifugiano dentro non appena essa appare alla loro portata.
Spesso dobbiamo sbrigarci a svuotarla se non vogliamo che gli artigli del nostro amico si vadano a ficcare nel contenuto, e a volte non facciamo nemmeno in tempo a toglierla di mezzo che lui è già dentro, ronfante o in posizione di agguato, raggomitolato o al contrario spaparanzato, ma comunque con lo sguardo fiero di chi ha appena piantato la sua bandiera sull’ultima terra conquistata e non è assolutamente disposto a cederla.

Ma perché i gatti provano questa sconfinata attrazione per le scatole? Perché apprezzano tanto il cartone di cui sono fatte?

Non c’è una sola risposta, ma una serie di motivi, molteplici ed eterogenei, che si intrecciano tra loro e formano un irresistibile puzzle di felina curiosità.

Innanzitutto la scatola evoca, per sua natura, un ambiente chiuso e accogliente dove il gatto può sentirsi al sicuro, protetto e coccolato; e questo per lui è quasi un bisogno essenziale e naturale. Infatti il micio, più di altri animali, ha bisogno estremo di trovare un suo spazio dove isolarsi dallo stress casalingo e in cui tirar fuori la maestosità di un re in un castello dorato.

Al riparo dal mondo, il piccolo leone può dedicarsi alle sue attività preferite, come sonnecchiare, farsi la toilette, leccarsi il pelo e contemplare l’infinito.

Inoltre la natura predatoria del gatto gli rende indispensabile fare, ogni tanto, degli agguati, siano essi rivolti verso un eventuale coinquilino della sua specie o verso un membro umano della famiglia: in questa prospettiva la scatola offre il luogo ideale per nascondersi senza essere visto (o, come un bimbo, illudendosi di farsi invisibile) e per darsi lo slancio giusto per balzare sulla sfortunata preda. Del resto, nel momento in cui lo abbiamo accolto a casa nostra, abbiamo in qualche modo deciso di creare per lui un surrogato di giungla, completo di ogni elemento che possa regalargli agio e comodità, ma allo stesso tempo restituirgli qualcosa della natura selvaggia di cui comunque partecipa e che un pochino siamo stati costretti a togliergli.

Ma la scatola può rappresentare anche un posto dove stare al calduccio, col cartone che gli preme contro il pelo e lo fa sentire più vicino alla sua temperatura ideale, più alta dello standard umano, che si aggira intorno ai 32/36 gradi, quelli più adatti al suo metabolismo.

Per quanto riguarda invece il cartone di cui la scatola è fatta, esso attrae il gatto soprattutto per la facilità con cui riceve unghiate e artigli conficcati, per la sua particolare ruvidità e per la consistenza adatta alla manicure del nostro vanitoso amico. Ma non solo: anche la sua dentatura, che ha bisogno di essere temprata, beneficia del contatto con questo materiale, donandogli canini appuntiti e molari resistenti.

Alla luce di tutte queste evidenze, ci rendiamo conto che per far felice il nostro amato gatto non ci vuole poi molto: basta qualche contenitore quadrato, una cornice di cartone e soprattutto la pazienza di lasciare che il predatore più bello del mondo scelga i suoi giochi e li condivida con noi umani; noi che anche soltanto ammirandolo dal nostro cantuccio di razionalità ci rendiamo conto di quanto un esserino peloso possa insegnarci, graffio dopo morso, a recuperare quella dimensione ludica che troppo spesso dimentichiamo, persi nelle giravolte della vita.

Chi l’avrebbe mai detto che la visuale del mondo, dietro una scatola di cartone, cambiasse tanto?

Rispondi