Ma siamo sicuri che sia un tiragraffi?!?

Non ne potevamo proprio più: ogni volta che tornavamo a casa, la sera, dopo una lunghissima giornata di lavoro, ci aspettava una spiacevole sorpresa. Si trattava soltanto di indovinare quale, tra gli arredi del salotto, fosse stato preso di mira da Tigro.

Dapprima è stata la volta del divano, graffiato ogni giorno in un punto differente, fodera, braccioli, cuscini; poi è passato alla nostra poltroncina preferita, su cui a turno Federico ed io trascorriamo i rari momenti di relax; nemmeno i tappeti sono stati risparmiati; e, per quanto riguarda le tende, figuriamoci: ne abbiamo dovuto fare a meno il giorno stesso in cui Tigro ha varcato la porta di casa.
Ma soltanto quando abbiamo visto che la furia felina del nostro diavoletto si accaniva persino sulla carta da parati, abbiamo deciso di correre ai ripari: avevamo urgente bisogno di un tiragraffi.

Vi chiederete come mai non ci avessimo pensato prima. La risposta sta nelle dimensioni del nostro appartamento: un monolocale di 40 metri quadri, per di più mansardato, in cui viviamo in 3, Tigro compreso.
Il tiragraffi in sisal a tre piani, regalo di Natale della mia compassionevole mamma, sbigottita di fronte al disastro causato dagli artigli implacabili della bestia (come la chiama lei), è finito dopo 3 giorni dritto dritto in cantina (a onor del vero forse più grande della casa); non c’era modo di trovare uno spazietto in cui inserirlo, nemmeno a forza; inoltre, se proprio la dobbiamo dire tutta, Tigro non lo ha degnato di uno sguardo, tutto preso invece a sfogare il suo istinto omicida contro la scatola di cartone che gli faceva da imballaggio.

E stato quello il momento in cui abbiamo avuto la prima illuminazione: il nostro gatto aveva bisogno del cartone per starsene tranquillo.
Così Federico ed io abbiamo cominciato, giorno dopo giorno, a portar su dalla cantina tutti i contenitori accumulati nel tempo: scatole di scarpe, confezioni dell’aspirapolvere, della centrifuga, del televisore. Tigro per un po’ ne è stato soddisfatto, ma il pavimento del nostro nido d’amore era ridotto a una cascata di trucioli di ogni dimensione. Su uno di quelli la mia più cara amica, venuta a cena con i suoi irrinunciabili tacchi a spillo, è riuscita a scivolare scheggiando il suo amatissimo tacco 12.

Dopo quell’episodio Federico ed io abbiamo capito che non avevamo scelta: o si trovava una soluzione o saremmo stati costretti a… mandar via Tigro? Nemmeno da prendere in considerazione. Cambiare casa? Avremmo dovuto vincere al superenalotto per poter permetterci una dimora più grande.

E poi c’è da dire che la nostra casetta, per quanto minuscola, ci piace tanto: è un vero gioiellino, arredato con cura in ogni particolare, ogni piccolo mobile scelto dalla nostra complice attenzione per il bello.
Anche per questo l’idea del tiragraffi non ci risuonava, almeno non quella del tiragraffi tradizionale, la colonna a più piani che si trova nei negozi di animali e che somiglia più a una brutta impalcatura che attira sporcizia, peli e cattivi odori.

Ci voleva qualcosa che unisse in sé tre caratteristiche fondamentali: il materiale, che doveva essere rigorosamente di cartone, visto che Tigro solo con quello si placa; le dimensioni, a prova di monolocale; e infine l’estetica, ci voleva un design che non stonasse troppo con la nostra scelta di arredamento etnico, essenziale e minimale.

Per fortuna a volte anche le richieste più strane vengono soddisfatte, e c’è qualcuno che ha pensato alle nostre esigenze, forse condividendole, forse semplicemente mettendosi nei nostri panni. La risposta alle nostre preghiere ce l’ha data il santo Amazon, quando, in risposta alle continue ricerche di Federico, ci ha finalmente mostrato un paio di prodotti che non ci erano mai capitati prima sotto gli occhi. Non ci abbiamo pensato due volte e con qualche click abbiamo fatto l’ordine.

Dopo 2 giorni questi bellissimi oggetti sono arrivati nella nostra casa. Non sembrano nemmeno dei tiragraffi! Piuttosto delle creazioni originali di qualche stilista fantasioso, dei pezzi da collezione: si adattano perfettamente all’ambiente e all’arredamento, possiamo spostarli in qualsiasi posto perché si integrano ovunque; occupano poco spazio e sono esteticamente bellissimi.

E Tigro? Beh, Tigro ormai è diventato un tutt’uno con loro: ci dorme, ci gioca, soprattutto sfoga su di essi tutti i suoi istinti cacciatori, passando dal primo al secondo in una maratona di capriole, evoluzioni, giochi di equilibrio; le sue pericolosissime unghie sono sempre belle arrotate e il divano è incredibilmente salvo.

Anche noi siamo salvi, finalmente liberi di goderci soltanto le sue fusa e contenti di vederlo soddisfatto, come ogni gatto dovrebbe essere. E anche noi siamo contenti di vivere in una elegantissima casa in cui le esigenze umane e quelle feline coincidono e si completano.
Grazie PetValley!

Paola R.

Sono finalmente disponibili anche in Italia, in vendita online esclusivamente su Amazon, gli innovativi tiragraffi di design in cartone ondulato della PetValley.

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