L’alimentazione giusta per il nostro gatto

Quando decidiamo di condividere la vita con un gatto, spesso ci troviamo in difficoltà, soprattutto se siamo alle prime armi, con la gestione della sua alimentazione.
È invece molto importante garantire al micio il nutrimento di cui ha bisogno, quello più adatto alle sue esigenze, all’età, ad eventuali patologie e anche alle sue caratteristiche.
Perciò, proprio come faremmo con un bambino piccolo, è necessario documentarci per non cadere nella tentazione -quanto mai sbagliata- di sostentarlo con i nostri avanzi o con i cibi che piacciono a noi. Apparteniamo a due specie differenti e come tali non possiamo pretendere che quello che va bene per noi appaghi anche il piccolo felino.

Come possiamo regolarci dunque per far crescere il nostro gattino sano e nutrito? Innanzitutto sarebbe bene prendere il cucciolo quando già è stato svezzato, quindi almeno dopo 3 mesi di allattamento da parte della mamma; purtroppo capita sempre più spesso che umani poco sensibili, desiderosi solo di liberarsi della cucciolata, cedano i piccoli troppo presto: questo è un gravissimo errore e anzi una vera crudeltà, perché mamma gatta potrebbe non aver avuto il tempo di insegnare loro il comportamento basilare, l’uso della lettiera, il modo di pulirsi, di leccarsi e tutto quello che una brava mamma può trasmettere al proprio gattino. Se proprio questo non fosse possibile, per motivi seri come la morte della mamma o la necessità impellente di cure, sarà bene comunque mettere il gatto a contatto con altri suoi simili da cui possa imparare per emulazione.

Se il gattino ha meno di tre mesi, non dobbiamo pensare che il latte della mamma possa essere sostituito da quello vaccino; esso infatti contiene degli enzimi pericolosi che il sistema immunitario del micio non sopporta e che potrebbero provocargli diarrea acuta o cronica e infiammare l’intestino. Molto più indicati sono i preparati appositi a base di latte in polvere che si trovano in qualsiasi negozio specializzato o anche nelle farmacie, e che un bravo veterinario potrà indicarci. Man mano che il nostro amico cresce, dobbiamo somministrargli la quantità giusta di nutrienti e le combinazioni più indicate.

Il gatto è un carnivoro, ha quindi bisogno di una grande quantità di proteine soprattutto di origine animale; se siamo vegetariani o vegani, e vogliamo davvero bene al vostro amico, non costringiamolo a un’alimentazione che gli risulterebbe dannosa e squilibrata! Ricordiamoci che il rispetto consiste soprattutto nel non imporre agli altri le nostre scelte, in particolar modo se si tratta di scelte che potrebbero compromettere seriamente la loro salute. In quest’ottica va privilegiata ogni tipo di carne: pollo, cavallo, manzo, maiale, pesce, frattaglie (il gatto ama particolarmente il fegato, che però va somministrato con cautela per evitare i rischi di un’ipervitaminosi A). Solitamente il nostro felino la preferisce cruda, ma è consigliabile cuocerla sempre almeno un po’ per evitare il rischio che contragga toxoplasmosi.

Le preferenze alimentari del gatto, che ha solitamente gusti esigenti, sono innate e legate alle sue caratteristiche fisiologiche e anatomiche. Tuttavia anche gli alimenti di origine vegetale (cereali, frutta, verdura), sebbene non rientrino nei gusti del micio, sono di fondamentale importanza per la sua salute e pertanto vanno anch’essi integrati nelle giuste proporzioni.

Cibi secchi (crocchette) e umidi (scatolette) vanno bene entrambi per l’alimentazione del gatto e trovare una buona combinazione di entrambi sarebbe ottimale per quella esigenza di varietà che lo contraddistingue. I croccantini hanno delle buone caratteristiche di comodità di impiego, completezza nutrizionale e sono inoltre adatti a fargli fare una sana ginnastica a denti e gengive; inoltre, essendo prevalentemente salati, lo stimolano a bere. Le scatolette soddisfano la sua giusta esigenza di mangiare alimenti più simili a quelli che troverebbe in natura; inoltre di solito sono monodose e perciò non vanno sprecate né c’è bisogno di mettere gli avanzi in frigo.

Sia il cibo secco che quello umido può essere selezionato a seconda dell’età del gatto, della sua stazza, del movimento fisico che fa (esistono anche alimenti “light”), di eventuali problemi di salute (cibi per non sovraccaricare i reni o l’apparato urinario, per esempio) e, non ultimo, del suo gusto personale o anche delle possibili allergie o intolleranze: molti gatti infatti soffrono di ipersensibilità verso alcuni nutrienti, e la prima manifestazione di questo disagio è il vomito.

Inoltre i gatti sono dei veri e propri buongustai, e come tali sono molto sensibili alla presentazione dei piatti: i pasti serviti in bocconcini sono preferiti rispetto a impasti molli o informi, perché gli evitano di sporcarsi bocca e baffi. Inoltre la ciotola (meglio in ceramica o in acciaio, perché la plastica trattiene gli odori dei pasti precedenti) deve essere sempre linda e mai collocata vicino alla cassetta igienica: il micio, attento alla pulizia e anche un po’ schizzinoso, potrebbe rifiutarsi di mangiare se sente odori poco gradevoli.

Anche l’acqua è importantissima per la salute del gatto, soprattutto per la funzionalità del sistema renale che è un punto debole per la loro specie, soprattutto per alcune razze più delicate come quella persiana, proprio perché tendono a bere poco.

Per questo motivo andrebbero stimolati con espedienti vari, come le fontanelle che si trovano in commercio e che gli garantiscono acqua corrente fresca e più pulita; oppure lo stratagemma di posizionare per la casa varie ciotole piene di acqua in cui possano incappare più volte al giorno nel corso del loro vagabondare.

In commercio si può trovare una vasta gamma di prodotti adatti a soddisfare le esigenze nutritive dei gatti di ogni età. Essi hanno inoltre il vantaggio di contenere spesso anche quegli amminoacidi che non sono in grado di sintetizzare: la taurina e l’arginina. Sono amminoacidi essenziali, e devono essere presenti nella dieta. La loro carenza può provocare malattie oculari o cardiache (carenza di taurina), o un’intossicazione ammoniacale acuta (aumento del livello di ammoniaca nell’organismo). Se invece l’alimentazione del gatto è squilibrata, egli avrà la tendenza a mangiare di più e in maniera compulsiva per compensare le carenze nutritive: parecchi gatti, così come molti umani, soffrono di obesità e bulimia. Perciò è importante che l’alimentazione sia sempre adeguata al fabbisogno dell’animale.

Avere con noi un gatto nutrito in maniera sana significa evitare al nostro amico (e di conseguenza anche a noi) problemi e complicazioni; ci tutela da un ampio spettro di infezioni e di malattie, ci permette di interagire con il micio nel modo più positivo per entrambi. Ci consente di prenderci le rispettive libertà e di vivere serenamente. Rimediare ai danni causati da una cattiva alimentazione potrebbe essere a volte complicato e spesso impossibile; perciò perché non cominciare da subito a prevenire qualsiasi problema di salute possa presentarsi cominciando proprio dal cibo? Si tratta del miglior investimento che possiamo fare, e il nostro adorato coinquilino ci ripagherà con tutto l’affetto che sa darci. Anche in questo caso, sicuramente, ci conviene.

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